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TEMPI FAMILIARI E TEMPI DELL'ASILO-NIDO

Roberto De Vita

Analisi dei dati della ricerca su un campione di asili-nido fiorentini

Abstract:

La complessità della società e conseguentemente della vita anche quotidiana induce processi di crescente incompatibilità tra attività che ogni individuo, ed ogni nucleo familiare, svolge e i tempi sia a livello relazionale sia a livello di organizzazione, in primo luogo, per il tema della nostra ricerca, i tempi tra attività lavorativa e non e tempi dei servizi specificamente per la prima infanzia. Nella città di Firenze, dove c'è una presenza significativa di asili, il servizio non riesce ad accogliere tutte le domande (nel 1999 nell'ambito comunale quasi 1000 domande sono rimaste inevase). In particolare c'è il problema degli orari, anche perché l'orario di apertura degli asili-nido non sempre copre l'intera fascia oraria di lavoro dei genitori, soprattutto se turnisti, per cui ciò spesso obbliga i genitori ad individuare altre soluzioni anche se non sempre rispondenti alle esigenze educative dei bambini. Riguardo ai dati della ricerca sul campo realizzata, ampiamente analizzati nel rapporto pubblicato, è possibile estrapolarne sinteticamente alcuni tra i più significativi, ovviamente nel quadro già limitato degli obiettivi e delle ipotesi del progetto. La nostra ricerca è stata fatta su un campione ragionato di asili-nido comunali (17) dei 5 quartieri cittadini e di genitori (369 su 1453 utenti) a cui è stato somministrato un questionario strutturato da autocompilare sul posto all'orario di uscita. La domanda di servizi è ovviamente il problema centrale per l'organizzazione familiare. Dalle domande del questionario risulta che per l'86,6% ad occuparsi del bambino sono i genitori e solo per il 28,4 i nonni, altre figure sono molto marginali. La richiesta principale che viene espressa dalla grande maggioranza degli intervistati (tenendo conto che sono stati intervistati genitori i cui figli sono stati iscritti all'asilo-nido, a differenza dei tanti non accettati) è per un orario più flessibile soprattutto con una posticipazione pomeridiana e un ausilio maggiore da parte del Comune durante le vacanze estive e una assistenza domiciliare quando il bambino è malato (34,3%); si richiede inoltre anche l'aumento di servizi complementari per l'attività motoria e musicale. La soddisfazione per l'ambiente educativo dell'asilo-nido è molto ampia tra i genitori. Si evidenzia dalle loro risposte una maturità culturale e psicopedagogica che vede l'asilo-nido non solo funzionale alle esigenze lavorative ma anche come ambiente fondamentale per la socializzazione del bambino. La stessa soddisfazione è manifestata riguardo alla professionalità degli educatori. Per la figura dell'educatore si dà molta importanza al titolo di studio e alla perfetta conoscenza della lingua italiana (44,7%) mentre non si hanno atteggiamenti di prevenzione verso l'eventuale presenza anche di educatori non italiani ed extracomunitari ovviamente rispondenti alle caratteristiche sopra citate. La presenza nell'asilo-nido e la relazione con bambini extracomunitari viene valutato positivamente (88%) per l'educazione del bambino tanto che molti non si sono neppure accorti della loro presenza ritenuta ``normale''. Una buona percentuale (26%) riterrebbe utile anche un asilo-nido aziendale ed eventualmente condominiale.



 
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Paolo Palmerini
2000-07-21