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Tatiana Gutierrez - Donne Straniere Insieme, Roma Il centro di infanzia immigrata: un'esperienza interculturale

Prima di tutto vorrei ringraziare gli organizzatori di questo evento per averci invitato a partecipare ed a raccontare una parte della nostra esperienza come associazione di immigrati del Lazio, specialmente a Roma. La nostra Associazione è nata da questo incontro in un corso di formazione di donne che provenivano da diverse parti del mondo e l'unico vincolo, l'unica cosa in comune che c'era fra noi era il fatto di essere straniere. La lingua che serviva per comunicare era la lingua italiana, allora ci co municavamo le nostre esperienze e come si viveva in questa città che veramente la guardavamo come una cosa che non ci apparteneva, però che volevamo sapere, conoscere come era questa cultura, come era la società italiana, che cosa c'era e che cosa potevam o fare noi all'interno di questa società. La prima cosa che volevamo fare era aiutarci a scambiare le nostre idee, la nostra esperienza nel paese di origine e così confrontarci qui e vedere che cosa si poteva fare. Sono venuti fuori una serie di problemi per l'inserimento, problemi per il lavoro che offriva questa società; il mercato del lavoro italiano offriva di fare la colf, o fare l'assistenza per anziani, o fare la baby sitter; e questi lavori non avevano altra alternativa in quel momento, alcune non facevano quel lavoro, facevano l'interpre te, le traduzioni o un lavoro a livello nell'Ambasciata del paese di provenienza. Allora dopo questa riflessione su cosa offriva il mercato, ci siamo accorte che qui si doveva o cercare di studiare o prepararsi, creare una nuova formazione adatta a questa società per vedere così che cosa si poteva fare; abbiamo messo sul tavolo i titol i di studio, per esempio ci siamo domandate che studi avevamo fatto e cosa facevamo; allora è venuto fuori che una era antropologa, una era sociologa, altre avevano studiato per maestre di scuola elementari, altri avvocato e io ho la specializzazione in c riminologia, poi c'erano quelle che avevano studiato per diventare segretaria, altre che sapevano utilizzare molto bene il computer, alla fine abbiamo formato questo gruppo, e quelle che non avevano una formazione hanno chiesto a quelle che l'avevano di e ssere aiutate a formarsi, e lì abbiamo iniziato a cercare i corsi di formazione, la Regione e come fare per inserirsi perché ancora la legge non era chiara sotto questo aspetto. Da lì è nata, vengono fuori tutti i problemi che trovavano per il lavoro, per la casa - alloggio, è nata questa Associazione, uno dei cui scopi era quello di aiutare all'orientamento e all'inserimento della famiglia. Il primo progetto nostro è stato quello per l'infanzia, nel 1990 si è creato il primo centro diurno, centro estivo, che era per due mesi con un finanziamento della Regione, però in parte collaboravano anche i genitori con un contributo perché non era poss ibile portarlo avanti da soli per due mesi. Per quattro anni abbiamo fatto così, un centro diurno estivo per due mesi, luglio-agosto, ed è stato il nostro primo progetto durato per quattro anni. Una volta era fatto soltanto con il finanziamento dell'Assoc iazione, dopo questo centro è nato il problema delle madri, dei genitori; noi parliamo quasi sempre delle madri perché a Roma abbiamo visto che nella famiglia immigrata c'è come capo famiglia la donna, ed è molto assente la figura del padre; specialmente la Comunità Latino - americana e la Comunità Capo Verdiana e in alcune famiglie africane. Allora queste madri ci hanno presentato il loro problema, perché avevano un conflitto con le scuole dei figli man mano che questi crescevano, non erano in grado di aiutarli a fare i compiti, e non erano in grado di selezionare e controllare il problema de l bilinguismo, il bilinguismo passivo che creava dei conflitti nell'inserimento a livello scolastico. Allora questi problemi sono venuti fuori e da lì è partita l'idea di creare un progetto permanente che era il progetto per un centro diurno che è quello che noi chiamiamo il "centro del doposcuola", che lì in questo centro si è creato con un operatore del la nostra Associazione però dandole una formazione, e accompagnato da un psicologo italiano e da un pedagogista italiano, e creando una formazione particolare a questa nuova metodologia che era in parte sostegno scolastico del programma della scuola itali ana, e dall'altra parte questo programma era dedicato all'intercultura. Il programma dell'intercultura era basato sulle diverse culture dei paesi di provenienza dei ragazzi che appartengono, che assistono a questo centro. Si è creata così una serie di materiali con l'aiuto delle Ambasciate e delle stesse madri, che quando rientravano al paese d'origine si compravano il materiale, materiale didattico e ce lo portavano al rientro. Con questi materiali abbiamo potuto creare u n metodo per imparare la lingua d'origine e conoscere gli aspetti sulla storia, la geografia; però dobbiamo dire che hanno collaborato in parte organismi come la FAO, a cui abbiamo chiesto del materiale, e le diverse Ambasciate che hanno collaborato e in più tutte queste donne straniere che avevano studiato pedagogia nel paese d'origine, perché non è che si può improvvisare così e chiamare una persona, perché dobbiamo riconoscere che fra le donne immigrate ci sono delle persone che sono analfabete anche n ella lingua d'origine. Allora abbiamo curato questo aspetto in questo centro per l'infanzia; c'è un altro aspetto che è quello della formazione della donna - all'interno nostro c'è un equipe che quello che fa praticamente è di aiutare le donne che vengono da noi a cercare aiuto perché non ce la fanno a continuare più come colf e che hanno anche un titolo di studio. Allora per queste donne si fa un programma: si domanda loro prima che cosa sono in grado di fare e che cosa vogliono fare, e poi in base a quello che chiedono si fa un progetto, e questo progetto ha un'altra caratteristica che noi cerchiamo cioè di conoscere tutto sulle leggi, dove si possono finanziare questi tipi di progetti; prima le leggi a livello regionale, a livello nazionale, poi quelle a livello europeo; al lora per questo all'interno nostro ci devono essere donne che siano capace di navigare in Internet per sapere dove andare a cercare aiuto, e poi ci sono pure quelle donne che devono conoscere bene le leggi per sapere gestire la situazione e poi c'è tutta la formazione sull'aspetto commerciale, come sapere che cosa è l' I.V.A., come si fa un bilancio; e tutte queste cose all'interno nostro ci sono diverse professionalità per poter aiutare le donne che vengono da noi; di questo possiamo dire che già ci sono . Dopo questa nostra esperienza sono nati due asili nido diretti da donne straniere, c'è l'asilo delle filippine, che è stato il primo asilo diretto da donne immigrate a Roma, che oggi è, possiamo dire internazionale perché non solo partecipano i bambini fi lippini ma partecipano pure bambini italiani e di altre nazionalità. Poi abbiamo il centro dell'infanzia delle donne del Brasile, che pure noi abbiamo aiutato a fare questo progetto; tutti questi sono finanziati dal Comune di Roma; poi ci sono altri che s ono privati, di donne straniere che hanno voluto fare per conto loro e senza aiuto da parte del Comune, e allora con l'esperienza di questo tipo ce ne sono tante; poi ci sono quelle delle singole donne che per esempio erano brave nel loro paese, perché l' economia dei paesi dell'America Latina si basa sul lavoro delle donne, delle venditrici ambulanti, questo tipo di lavoro, oppure come le donne del Senegal, allora molte di queste donne che sono venute da noi le abbiamo aiutate a creare dei piccoli progett i, oggi queste donne si dedicano completamente al commercio, alla vendita dei prodotti, e fino adesso queste vanno avanti così, hanno abbandonato il loro lavoro di colf. Di questo tipo di esperienze ne abbiamo tante e abbiamo aiutato a trovare lavoro, noi le aiutiamo a realizzare il progetto e le aiutiamo ad inserirsi dal punto di vista legale e commerciale, ed è un aiuto senza nessun scopo di lucro; soltanto è un impegno , un impegno nostro di volere aiutare quelle donne che ormai non ce la fanno più a fare quei lavori faticosi a cambiare un po' la loro vita. Comunque noi siamo disponibili a collaborare, non soltanto a livello di Roma e del Lazio ma anche con donne di alt re Regioni.


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Paolo Palmerini
2000-08-07