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Enrico Palmerini - Associazione Progetto Arcobaleno

Nell'essere qui sono colpito da due emozioni. Mi piace farvene partecipi: una è sicuramente quello dell'ambiente; essere qui è evocativo per me di una "cittadinanza", di una partecipazione democratica di tutti, alla cosa pubblica, e questo mi sembra che sia un segno molto forte che viene da questa ospitalità; l'altra è quella che mi ricorda qualche anno fa, quando nel salone del '500 è stato assegnato il Fiorino d'Oro a Eugenio Banzi, il nostro fondatore. Queste due emozioni mi fanno vivere il rapporto c on voi in maniera particolare. L'Associazione Progetto Arcobaleno opera da 15 anni nella sfida quotidiana di accompagnare le persone che incontriamo, che sono nella marginalità e nel disagio, cercare di accompagnarle con un impegno che vede la determinazione di circa 100 persone, tra operatori, volontari, obiettori, tante persone che si danno da fare, cercando di superare quelle che sono le difficoltà quotidiane. Questo nostro impegno si trova di fronte però a una complessità, alla complessità delle problematiche sociali, e l'incidenza delle stesse nel singolo rendono gli interventi sempre più difficili, perché investono più aree di competenza e fanno emergere qui ndi la necessità di porsi non come unico referente nella ricerca di soluzioni ma di ampliare le strategie, proponendo nei diversi ambiti un lavoro di rete; visto come la forma più adeguata sia sul piano attuativo che politico di intervento. E' questa scelta progettuale che ci ha portato negli ultimi anni a collocare nell'ambito dei progetti europei la ricerca di percorsi adeguati per affrontare quei problemi che tante volte ci hanno visti arresi: primi fra tutti il lavoro. E' questo l'obiett ivo principale al quale mirano quasi tutti i percorsi individuali di quanti si rivolgono a noi, è anche questo il punto dove spesso si arenano per le insormontabili difficoltà del mercato: diffidenza, paura, esasperazione del mito dell'efficienza e della specializzazione; queste alcune delle cause che si oppongono al diritto di tutti di avere un lavoro sul quale basare la propria dignità di cittadino. Ecco allora la necessità di orientare e formare al lavoro, dando alle persone la capacità di consapevolezza di sé e delle situazioni, prima ancora che professionale, per riempire quegli spazi lasciati liberi o dimenticati dal sistema, troppo legato alla f errea legge del mercato e del profitto. In questo progetto "Donne per le donne" abbiamo inoltre voluto portare avanti la sfida dell'integrazione tra persone diverse, per lingua, cultura, storia, età; ma tutte legate dalla stessa consapevolezza che il lavoro è il mezzo con cui affermare sé stess e e dalla intuizione, via via confermata dal percorso fatto, dell'importanza di unire le forze per poter realizzare i propri progetti. Abbiamo quindi realizzato le nostre ricerche al fine di evidenziare i reali bisogni delle donne occupate nell'ambito dei servizi all'infanzia, soprattutto in relazione ai tempi di organizzazione familiare e alla integrazione plurietnica; individuare alcun e esperienze pilota, esempi di buona prassi a livello privato e pubblico presenti a livello nazionale nell'ambito dei servizi all'infanzia; rilevare la tipologia della disoccupazione femminile immigrata presente sul territorio. Verificati i risultati abbiamo affrontato il corso di formazione nel quale si è puntato a formare il gruppo, verificando con le stesse partecipanti che l'integrazione interculturale se vista come valore anziché come necessità può essere proposta come un p lus di servizio, come un punto di forza. L'entusiasmo, la determinazione, lo spirito di solidarietà che si è formato nel gruppo per merito di tutti, dalle allieve ai docenti, alla tutor, ha creato un insieme compatto di persone, che è arrivato unito in fondo al corso con il conseguimento di dip loma di operatrice familiare di infanzia. Il percorso delle partecipanti di "Donne per le donne" oggi continua, si sono definiti al loro interno tre gruppi imprenditoriali che daranno vita a diversi progetti da realizzare nell'ambito dei servizi per l'inf anzia. Da adesso la sfida sarà più impegnativa perché avverrà nel confronto con il mercato e il contrasto sociale, ma per risolutezza e impegno non saremo da meno delle ragazze nel supportarle in questo cammino con tutti i nostri mezzi.


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Paolo Palmerini
2000-08-07