Saluto tutti e ringrazio anche per l'invito e l'opportunità che mi state dando per poter spiegarvi la nostra esperienza che riteniamo molto innovativa; non è ancora terminata, ha ancora dei buchi legislativi e pertanto diciamo che stiamo conducend o una grande battaglia. Cooperativa Casa Bimbo è la Cooperativa che ha reso alla Provincia questa possibilità di poter in qualche maniera sollecitare e indicare la problematica che esisteva in Alto Adige, che credo esista in tutte le Regioni d'Italia, ma anche, mi permetto di dire, in tutta l'Europa, perché il problema dell'infanzia è un problema grossissimo e in Alto Adige esiste una realtà di 5 asili nido in tutto l'Alto Adige, sono 400 mila abitanti per cui non è grandissimo, soltanto ubicati in zone di città, piccole città, però città; fuori nei centri diciamo periferici e montani non esiste assolutamente nulla, mi viene da fare una provocazione, quando stamani mattina è emerso che 965 bambini sono rimasti fuori dagli asili nido, io mi dico anche una cosa: mi sta benissimo la qualità e va tutto bene, però dietro agli asili nido c'è il deserto assoluto, cioè non c'è assolutamente nessun tipo di supporto per tutti quei genitori che si vedono arrivare a casa una lettera che dice: "Mi dispiace, suo figli o all'asilo nido quest'anno non ci sta", questi genitori si trovano in condizione non di dover dire: "Sarà un educatore preparato, non sarà preparato?"; ma di dover dire: "Dovrò trovare qualcuno ma a corsa perché io devo andare a lavorare", per cui a quel punto lì, il discorso della qualità va assolutamente a sfumare, allora io dico che esiste un magiche che sta tra l'esagerata ricerca di qualificazione e di formazione, e il deserto che c'è dall'altra parte. Questa è una cosa che noi abbiamo verificato ne ll'Alto Adige perché siamo partiti, questo è un progetto che nasce nel '92, e ci siamo occupati innanzitutto di promuovere la legge, perché in Alto Adige essendo una Regione a statuto speciale, noi abbiamo fatto proprio tutto un lavoro di rivendicazione, di sollecitazione di quelli che erano diritti innanzitutto di genitori che avevano diritto, papà e mamma, di andare a lavorare, ma diritti anche di donne che volevano magari fare questo lavoro, e farlo magari in maniera diversa da quello che il modello s tandard, di quello che ci propina, l'istituzione pubblica. Siamo partiti, abbiamo fatto la proposta di legge, nel '96 abbiamo fatto il primo Convegno dove abbiamo avuto tutti i risvolti anche di rivendicazione da parte degli asili nido, i quali non vedevano molto di buon occhio questa nuova forma di servizi innov ativi che stavano partendo, anzi li vedevano come una forma diciamo degenerativa di quello che era il modello educativo. Nel '96 poi, subito dopo il Convegno viene approvata la legge; dobbiamo aspettare il '97 per avere risorse economiche e regolamento di esecuzione, e questo ha fatto sì che nonostante "Casa bimbo" la Cooperativa partisse già nel '95, nel '97 entra a regime ufficiale per quello che riguarda l'aspetto anche legislativo istituzionale. Che cosa prevede la legge Tagesmutter, innanzitutto chi è la Tagesmutter? La Tagesmutter è un'assistente domiciliare all'infanzia che effettua un corso di formazione di 400 ore con 100 ore di tirocinio presso Tagesmutter già operanti in strutture pubblich e, per cui ha la possibilità di vedere le due realtà, opera in casa propria e i genitori portano i propri figli presso queste operatrici. La legge dice: la Tagesmutter è colei, o colui, perché comunque possono accedervi anche uomini, è colei che tiene in cura, in affidamento e in custodia uno o più bambini, fino a un massimo di sei, in coordinamento, in organizzazione con una associazione o una Cooperativa senza scopo di lucro. Questo perché? Perché questo servizio non è un servizio lasciato diciamo alla singola operatrice, la Provincia ha voluto noi quando abbiamo proposto, abbiamo voluto che questa fosse un servizio coordinato e organizzato, proprio per dare garanzie innanzit utto di controllo e di verifica e di supporto per quel che riguarda i genitori, ma anche dall'altra parte la Provincia ci ha chiesto subito di essere loro garanti per quel che riguardava questo servizio; per cui è necessario che sia un servizio coordinat o e regolamentato. E' completamente regolamentato sia sotto l'aspetto del controllo igienico - sanitario, sia sotto l'aspetto della formazione, non può fare la Tagesmutter chiunque: deve avere un percorso formativo che è diventato diploma di qualifica pro fessionale da quest'anno, ed è soggetto anche ad un esame di verifica finale con riconoscimento da parte della Provincia di questo diploma; possono accedervi anche maestre d'asilo, vigilatrici d'infanzia e laureate in pedagogia, però non può farlo chiunqu e, cioè nel senso che la Cooperativa, oltre ad organizzare i corsi di formazione in collaborazione con la Provincia, si occupa anche di formare queste donne, e verificare la loro entrata soltanto dopo questi percorsi formativi, e di conseguenza la loro, d iciamo, possibilità di accesso al lavoro soltanto nel momento in cui c'è stata la formazione e l'entrata in Cooperativa. Questo dà subito anche una visione che questo non è un lavoro, perché ci hanno detto: "Ma voi in fin dei conti siete delle baby - sitter", no, noi non siamo assolutamente della baby - sitter, anzi la grande capacità di questo lavoro è stato, innanzitutto recuperare disoccupazione locale di donne che, perché hanno avuto due o tre figli, hanno interrotto il loro rapporto di lavoro esterno professionale, ma che comunque si vorrebbero giocare in forma sociale, se vogliamo, cioè rientrare nel ciclo produttivo in maniera completamente diversa, per cui questo è un recupero di risorsa locale di donne che magari alle spalle hanno già una formazione, ma questa è un'ulteriore possibilità di riqualificazione per queste donne. In effetti la nascita di questo progetto, nasce con due principi ispiratori, la copertura di servizi all'infanzia complementari alternativi ai servizi pubblici e, dall'altra parte, la creazione di posti di lavoro per donne che a casa ci rimangono comunque , vogliono seguire la loro famiglia, e contemporaneamente garantiscono un reddito maggiore alla propria famiglia attraverso la possibilità di altre donne che invece possono andare a lavorare tranquillamente e serenamente mentre i loro figli sono accuditi e controllati da professioniste. Dico da professioniste perché il cammino è lungo, non è ancora risolto, noi abbiamo intrapreso una battaglia sia sotto l'aspetto del percorso formativo per il riconoscimento, e per quello che è, queste donne fanno 400 ore di formazione ma si fanno 60 ore di aggiornamento all'anno, una supervisione psicologica e pedagogica al mese, controlli delle case mensilmente effettuati da responsabili della cooperativa, per cui questo dà anche la dimensione di questo lavoro, é effett ivamente un lavoro. Una mamma di famiglia che intende farlo lo deve fare con una certa professionalità, altrimenti questo non è un lavoro che si può dare a chiunque; e comunque dall'altra parte essendo questo un profilo professionale nuovo, noi per esempio abbiamo intrapreso una battaglia con l' I.N.P.S., abbiamo un ricorso all' I.N.P.S. perché abbiamo dovuto introdurre un contratto di lavoro che dia possibilità di un reddito economico dignitoso perché diciamo che i costi ai genitori per quel che riguarda questo servizio son o parificati a quelli degli asili nido. In Alto Adige la legge prevede che il 70% delle spese di gestione per quel che riguarda l'organizzazione di questo servizio viene finanziato dalla Provincia, e i genitori ricevono un contributo fino a 6.000 lire l'ora per un monte di ore di 176 ore per da re in affidamento alle Tagesmutter, questo perché, perché noi non intendiamo pensare che esistono bambini di serie "A", quelli che possono entrare negli asili-nido, e quelli di serie "B" quelli che non ci possono entrare e tra il resto si devono anche pag are rette maggiori di quelle che sono degli asili - nido. Questo è stato un passaggio che abbiamo fatto soltanto l'anno scorso, abbiamo impostato il discorso della contribuzione alle famiglie, e pertanto tutti i genitori hanno possibilità di scelta e dico scelta e sottolineo, qualsiasi servizio che loro intendono adottare per i propri figli, perché io intendo anche che ogni genitore deve avere la possibilità di scegliere di lasciare il bambino un'ora - due ore - tre ore e poterselo andare a riprendere com e intende. Questo nostro servizio ha scatenato in Alto Adige una, come dire, culturizzazione dei genitori, come dire, hanno capito che i servizi all'infanzia possono essere innanzitutto con una offerta e una domanda capovolta rispetto a quello che fa l'istituzione p ubblica, la quale dice: "Tu puoi entrare a quell'ora e puoi uscire a quell'ora...", queste sono le condizioni; invece da noi i genitori vengono e dicono: "Io voglio questo servizio con questi orari perché intendo venire a prendere il bambino a mezzogiorn o, perché intendo lasciarlo due ore, perché intendo darlo tre giorni ai nonni e due giorni che stia insieme, socializzi insieme ad altri bambini". Questa possibilità di scelta deve essere data a tutti secondo me, poi dopo è il genitore che sceglie l'istituzione pubblica perché gli dà maggiori garanzie, perché intende educare diversamente, oppure sceglie diversamente. Abbiamo adottato una linea pedag ogica, perché comunque anche il servizio Tagesmutter ha bisogno di determinate condizioni per poter essere strutturato, perché intendiamo che comunque questo sia un servizio socio educativo identico a quello che si può proporre all'interno delle istituzio ni pubbliche. Vi dicevo il passaggio ancora che rimane da fare e che è ancora in alto mare è il contratto di lavoro delle donne, perché dico questo? Perché le tariffe che noi applichiamo ai genitori sono molto basse, vanno dalle 6.000 mila alle 8.000 mila lire l'ora, o vviamente voi potete immaginare che cosa possono prendere queste donne lavorando, la strategia dotata dalla cooperativa in termini di impresa è stata proprio quella di fare in modo che le operatrici abbiano due o tre bambini, messi assieme in una copertur a di ore possono far sì che lo stipendio che le operatrici ricevono è uno stipendio molto dignitoso e diciamo che è molto gratificante per queste operatrici che rimangono a casa, dall'altra parte però non esiste a tutt'oggi un contratto di lavoro che spe cifici questo profilo professionale e noi abbiamo un ricorso al Ministero del Lavoro affinché venga riconosciuto questo profilo professionale attraverso un contratto di lavoro che, diciamo in termini di contributi previdenziali e assistenziali non superi determinate cifre, anche perché comunque diventa penalizzante e poi perché questo è momentaneamente a carico delle operatrici. Una cosa ancora che mi permetto di dire: perché questa formula messa in questi termini funziona? Innanzitutto crediamo che funzioni soltanto perché è stata impostata come una impresa e non come, diciamo, una cooperativa sociale che è a metà fra l'assisten za e quello che è l'aspetto economico, noi crediamo che questo servizio se è strutturato, organizzato come se fosse un'impresa per cui con una sistematica organizzazione all'interno del servizio dove esistono diciamo dei ruoli ben chiari per quelli che ri guardano sia i controlli, che l'organizzazione, che il coordinamento. Infatti la legge prevede anche che ogni 15 operatrici esiste una coordinatrice che svolge questo servizio di controllo e coordinamento di rapporto con i genitori; è anche questo uno dei tasselli della qualità di questo servizio che secondo noi dà anche garanzie e sicurezze ai genitori del fatto che il proprio figlio è seguito, che loro sono seguiti come persone in qualsiasi loro tipo di esigenza. Anche da parte nostra, sia sotto l'aspe tto assicurativo e quel che riguarda anche l'aspetto di quello che potrebbero essere gli infortuni e che può avvenire all'interno delle mura domestiche, se è strutturato a livello di impresa sicuramente un'operatrice si sente maggiormente supportata e può diciamo lavorare con molta più serenità, e questo vale anche per chi diciamo si é assunto l'onere e la responsabilità di queste aziende. Noi con la nostra capacità e know-how abbiamo attivato una cooperativa analoga alla nostra, con nostro marchio, anche a Trento, attualmente gestiamo 80 bambini nel territorio altoatesino e 80 in quello trentino; vi faccio solo un esempio: nell'anno 1999 la Cooperativa ha fatto circa 50.000 ore di lavoro e questo vi dà la dimensione di che cosa vuol dire, anche in un ter ritorio così piccolo avere, come dire, dei servizi alternativi. Sicuramente l'Alto Adige è stato promotore, precursore di questi servizi, presi dal Nord, Austria, Germania, però è stato anche precursore di quello che è l'ufficializzazione di questi servizi, noi abbiamo fatto emergere tutto questo baby-sitteraggio in n ero e l'abbiamo ricondotto in un lavoro trasparente e dignitoso, adesso sempre di più in Alto Adige troviamo baby-sitter che fanno questo lavoro da una vita in nero, che vengono da noi e dicono: "Vogliamo essere chiare, alla luce del sole, garantite da un lavoro fatto all'interno di una impresa". Termino qui perché non vorrei dilungarmi troppo; noi abbiamo portato un video di 8 minuti che pregherei di far partire, perché vi dà anche l'idea di come è strutturato questo servizio.
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La società moderna con i suoi ritmi di lavoro rigidi e la poca flessibilità che la contraddistingue ha mutato radicalmente la struttura della famiglia; oggi la donna si trova ad essere sempre più spesso parte attiva di un processo produttivo dovendo far convivere la sua posizione di madre con quella all'interno del mondo del lavoro e volendo vivere appieno entrambe le realtà senza sensi di colpe e rinunce. Nasce quindi una necessità sempre più impellente di affidare la cura dei propri figli a persone es terne al nucleo familiare. anche all'impegno di Casa Bimbo Tagesmutter la provincia autonoma di Bolzano ha varato una legge specifica per il servizio di assistenza all'infanzia. Per questo nel 1995 nasce Casa Bimbo Tagesmutter Cooperativa per l'assistenza domiciliare all'inf anzia; lo scopo è quello di venire in aiuto a quelle famiglie che per motivi di lavoro, studio, malattia od altro non riescono a seguire i propri figli per l'intero arco della giornata. Ecco quindi una struttura organizzata a cui i genitori possono affida re i propri piccoli, portandoli direttamente presso l'abitazione della Tagesmutter prescelta; le operatrici che se ne prendono cura fanno sì che siano sempre a proprio agio, organizzando attività ludiche, curando il vitto secondo precise tabelle nutrizion ali, inserendoli in gruppo con altri bambini; questi possono essere i figli della Tagesmutter stessa, oppure altri a lei affidati per creare insieme un ambiente familiare a misura di bambino, valorizzando il rapporto di socializzazione. - - Caratteristica fondamentale della Cooperativa "Casa Bimbo Tagesmutter" è lo spirito di aiuto che si instaura tra gli utenti - famiglie e le socie che, impegnate in prima persona nel lavoro in casa, si occupano anche del funzionamento della stessa. Questo crea un forte senso di responsabilizzazione che impone alle socie stesse una continua ricerca di professionalità e di crescita che va a vantaggio della qualità del servizio. - Un'aspirante Tagesmutter dopo una rigorosa selezione effettuata attraverso questionari e colloqui deve frequentare un corso di formazione della durata di 1 anno, oppure essere in possesso di un diploma di Maestra d'asilo o di Vigilatrice d'infanzia. La didattica comprendente lezioni di psicopedagogia, sviluppo della creatività, legislazione, medicina, pronto soccorso, sicurezza ed igiene dell'ambiente domestico, comunicazione, alimentazione, cooperazione di imprenditoria fa da complemento alla naturale predisposizione di una persona, questo per affiancare delle conoscenze e delle competenze specifiche necessarie per produrre una maggiore consapevolezza del ruolo e per intervenire poi rispettando la personalità del bambino. Al termine di un tirocinio pre sso strutture pubbliche ed altre Tagesmutter già operanti, l'allieva potrà sostenere l'esame di qualifica finale presso l'Assessorato alla formazione professionale della provincia autonoma di Bolzano con il rilascio di un diploma di qualifica professional e. Solo a questo punto la neo Tagesmutter potrà fare richiesta di entrare a far parte della Cooperativa come socia. Oggi "Casa Bimbo Tagesmutter" ne conta più di 50 che ogni anno frequentano 60 ore di corso di aggiornamento obbligatorio e che continuamen te lavorano anche per creare nuove esperienze da inserire nel programma educativo del servizio. Le abitazioni ed i luoghi di ospitalità presso i quali soggiornano i bambini sono selezionati e controllati periodicamente e devono avere precise caratteristiche in materia di igiene, sicurezza e agibilità. Una efficiente organizzazione di coordinamento e d un supporto amministrativo e gestionale continuo forniscono ai genitori una garanzia assoluta; per definire in anticipo le esigenze particolari dei bambini vengono effettuati degli incontri con la famiglia prima dell'inizio del servizio, in seguito ques ti si ripetono regolarmente per risolvere eventuali problematiche che dovessero sorgere; mensilmente inoltre la Cooperativa garantisce alle socie operatrici un servizio di supervisione psicologica. - Quello che maggiormente diversifica la Cooperativa Casa Bimbo rispetto alle altre strutture è senz'altro la flessibilità e l'ambiente familiare nel quale vengono sistemati i bambini; il servizio è disponibile tutto l'anno e gli orari sono molto flessibi li e si lavora anche in casi di malattie tranne chiaramente che non siano infettive per ovvi motivi di sicurezza; l'assistente insieme al genitore, stabiliscono i modi e i metodi del servizio e stabiliscono questo in piena libertà e senza alcun vincolo. Per esempio anche in caso di un ritardo, il bambino potrà comunque rimanere nella casa prescelta attendendo l'attivo del genitore anche se questo supera l'orario concordato. - Il servizio di assistenza di "Casa Bimbo Tagesmutter" è oltretutto molto conveniente ed è alla portata di tutti; questo sempre grazie al coinvolgimento senza intermediari ed alla responsabilizzazione in prima persone delle socie che consentono di conten ere notevolmente una parte delle spese potendo offrire sempre un servizio di primo ordine; in più chi si rivolge a "Casa Bimbo Tagesmutter" in quanto riconosciuta ufficialmente, ha accesso ai contributi della Provincia autonoma di Bolzano che possono arri vare a coprire quasi integralmente il costo del servizio. Dopo anni di continue sollecitazioni e studi in altre realtà europee è nata finalmente una struttura in grado di venire incontro concretamente alle esigenze di una famiglia moderna; questo impegno ha portato inoltre al riconoscimento formativo, lavorativo, previdenziale e assicurativo della figura professionale per le operatrici per l'assistenza domiciliare all'infanzia. Lo stretto legame che unisce la Tagesmutter ai bambini ed ai loro genitori fa sì che si crei un rapporto di reciproca fiducia e collaborazione che porta un aiuto concreto allo sviluppo dei piccoli con la flessibilità che solo un'organizzazione di questo tipo può dare. Per qualsiasi tipo di informazione, le assistenti di "Casa Bimbo Tagesmutter" sono disponibili presso la sede di Via Kennedy, 241 - tel. 0471 953348, oppure 0471 594497.