Con l'intento di usare al meglio il tempo assegnatomi , cercherò di riassumere brevemente le caratteristiche del progetto ISOLA CHE NON C'E'. Utilizzerò qualche lucido, per soffermarmi sui alcuni tratti significativi dell'esperienza sin qui fatta, che gli organizzatori, hanno messo in evidenza nella presentazione.
Occorre chiarire che il progetto di cui parliamo oggi nasce da una sperimentazione positiva, ormai portata a "regime", avviata nel comune di Terranuova Bracciolini dal 1996. Il primo progetto ISOLA nasceva dalla esigenza di incrementare l'offerta di servizi educativi ai bambini in fascia 0-3 anni e di innovare le formule gestionali per adeguarle alle mutate esigenze delle famiglie. In quella realtà, con il sostegno finanziario della Regione e con l'impegno della Amministrazione Comunale, si è dato vita ad un sistema articolato di nuove opportunità educative caratterizzato da: * un'elevata attenzione alla dimensione educativa ed alla qualità dei servizi * integrazione dell'offerta attraverso una gamma articolata di nuovi servizi * una forte attenzione alla dimensione sociale del servizio Il progetto ha prodotto esiti positivi ed apprezzamenti da parte delle famiglie, della comunità locale e da affermati pedagogisti e studiosi dei fenomeni sociali e del terzo settore ed è stato oggetto di saggi, articoli e programmi televisivi. Isola , inoltre, ha ottenuto autorevoli riconoscimenti (andati molto oltre le nostre attese) : il Forum della Pubblica Amministrazione nel '98 lo ha qualificato come uno dei 10 casi italiani di "innovazione eccellente" e nel 1999 la Regione Toscana, ha in serito il progetto nel Piano Regionale per l'Occupazione come best practice.
Gli esiti positivi, evidenziati dal "primo e originario" progetto ISOLA, hanno suggerito la disseminazione della iniziativa e la ulteriore articolazione ed implementazione del progetto. La Regione Toscana ha promosso nel 1998, nell'ambito del P.OM Parco Progetti , la realizzazione di un ampio progetto, in fase avanzata di attuazione, che prevede la disseminazione e lo sviluppo delle azioni concretate nel primo progetto, con un finanziam ento globale di oltre 1, 698 miliardi. Il secondo progetto ISOLA è nato per innescare un processo di sviluppo locale orientato a "sfruttare" il potenziale occupazionale del settore dei servizi socio-educativi alla prima infanzia in 4 diverse realtà regionali, sperimentando- un prototipo innova tivo di servizio socio educativo all'infanzia, in funzione :
In coerenza con la logica delle " Missioni Locali di Sviluppo", l'iniziativa è stata attivata muovendo dal basso verso l'alto, coinvolgendo un grande numero di attori del processo di sviluppo. Nelle diverse fasi di lavoro sono stati coinvolti:
Il progetto attivato nel mese di ottobre 1998, terminerà entro il 2000.
Le particolarità del progetto sono invero numerose, come pure il contenuto innovativo delle azioni realizzate, ma quella che noi consideriamo la principale particolarità di ISOLA è l'aver tentato di produrre una metodologia di creazione di servizi sociali e socio educativi in grado di impattare i sistemi economici e di condizionarne, in senso positivo, lo sviluppo.
La logica che è alla base del progetto è concepire lo sviluppo dei servizi sociali, educativi e di promozione del benessere comunitario non come effetto ma- al contrario- come causa e fattore di generazione di un vero, duraturo e sostenibile, sviluppo eco nomico .
Dallo studio dei sistemi economici locali toscani emerge con evidenza che quando le politiche di welfare e la programmazione economica si connettono in modo virtuoso, il sistema produttivo riesce ad essere più competitivo e, al contempo, la qualità comple ssiva della qualità della vita riesce ad evolvere in senso positivo. L'esperienza che abbiamo fatto e che stiamo portando a compimento sta dimostrando come la politica di sviluppo dei servizi all'infanzia può favorire l'occupabilità della popolazione attiva, offrendo ai sistemi produttivi locali condizioni favorevoli per l a stabilizzazione di manodopera qualificata, la flessibilizzazione dei regimi degli orari di lavoro. Di più, l'esperienza dimostra che attivare servizi nuovi e qualificati agisce utilmente sul valore più alto di ciascuna persona e comunità locale: la capacità di progettare il proprio futuro con ragionato ottimismo , la capacità di guardare alle cose, anc he a quelle più intime e profonde, come la scelta di procreare, avendo la contezza di vivere in una contesto che " riconosce ", che " valorizza " , che crea condizioni di " valorizzazione " personale e familiare, in sintesi, che è davvero comunità.
Ci piace pensare - ed il progetto lo dimostra - che l'economia sociale - nella quale si iscrive in nostro agire - non debba essere intesa come attività economica "debole" (o dei "socialmente deboli") subalterna alla cosiddetta economia "forte", ma come c iclo che sa riconoscere il primo, essenziale, bisogno umano , quello di vivere in un sistema di relazioni positive e come strategia di intreccio dei bisogni sociali e dei bisogni produttivi. Noi pensiamo all'economia sociale anche come ad un laboratorio di ricerca di nuovi equilibri tra crescita dei redditi e crescita della civiltà, ovvero della capacità delle comunità e dei servizi di produrre socialità.
Ma veniamo ad alcuni passaggi di significato che spiegano il senso di queste affermazioni. Anzitutto ISOLA non propone un modello di asilo, ma una metodologia da utilizzare nella progettazione locale di servizi prima infanzia. Le caratteristiche proposte nel 2° lucido non sono valide per ogni posto, per ogni comunità. La nostra metodologia presuppone un'analisi attenta, iniziale ed in itinere, di tutte l variabili in gioco, di quelle variabili significative che fanno di un asilo un servizio in grado di rispondere efficacemente alle esigenze delle persone che ne possono fruire. L'analisi comprende: l'esame della domanda potenziale e della domanda espressa delle famiglie , la valutazione dei servizi esistenti, lo studio dei flussi demografici, le caratteristiche dei sistemi produttivi, in ultimo, la analisi dei fattori di debolez za e di forza dei sistemi economici locali. La scelta di questo metodo fa si che le 7 sperimentazioni nate con il progetto, siano diverse l'una dall'altra perché diverse sono le caratteristiche dei territori in cui sono sorte e diversi sono i bisogni delle comunità di insediamento. A volte si scoprono nelle intuizioni innovative aspetti di sorprendente banalità (es: fare un asilo a Portoferraio o a Prato non è la stessa cosa), in questo caso l'intuizione è stata quella di lasciarsi alle spalle il dogma, invalso anche nei servizi all a persona, che esiste una sola dimensione della qualità, o meglio, che esiste un solo modo per produrre qualità. Nei servizi che cedono e scambiano beni relazionali la qualità sociale è invece multidimensionale e procede per miglioramenti continui, cresce e si evolve nel contesto dove si genera , a sua volta attiva e produce cambiamento, non può essere ridotta ad un problema di produzione ed erogazione di prestazioni. A chi sosteneva che l'asilo modello era quello aperto dalle 7.30 alle 16.30 abbiamo contrapposto una risposta complessa:
L'attenzione agli aspetti sociali del servizio non penalizza la qualità educativa, l'adozione di nuove tipologie d'intervento nei servizi all'infanzia non necessariamente da luogo ad una contraddizione bambino / famiglia a svantaggio del bambino. Nelle sperimentazioni ISOLA l'orario ed il calendario sono più lunghi di quelli consueti ma ciò non comporta una permanenza più lunga del bambino al nido , ma una diversa fruizione delle famiglia che lascia il bambino 4, 6, 8 ore max al giorno. In molti casi è successo il contrario, che la flessibilità ha permesso ai genitori di passare più tempo con i figli. Inoltre l'adozione di un servizio flessibile (in cui i bambini entrano ed escono in orari diversi) ha consentito di dare luogo ad una programmazione che è "davvero individuale" ed alla realizzazione costante di attività, di gioco -in tutti i momenti della giornata - nel rispetto di bisogni e delle potenzialità di ciascuno. Detto delle caratteristiche del servizio, vorrei soffermarmi su altri temi : marchio, rete di disseminazione e creazione dell'indotto Abbiamo detto prima che uno degli obiettivi e quello di impattare i sistemi economici e di condizionarne, in senso positivo, lo sviluppo. Per misurare la concretezza dell'assunto di base, abbiamo sviluppato un percorso logico di progettazione sociale (disseminazione implementazione di buone prassi) e imprenditoriale (logica sistemica molto usata in altri settori es. moda). Per questa ragione il progetto ha previsto - e sta compiendo - alcuni passaggi estremamente rilevanti:
Alcuni di questi passaggi meritano di essere approfonditi, ad iniziare dal marchio. L'idea di sviluppare un marchio di qualità collegato al sistema ISOLA, fonda sull'esigenze di tutelare la qualità delle azioni realizzate dalla rete di attuatori nei diversi territori. Il ragionamento sulla qualità che vogliamo conseguire e tutelare non m uove nella logica ISO ma nella direzione della valutazione e revisione continua della qualità sociale. Per questo stiamo approntando, con l'aiuto di consulenti esperti, un sistema articolato di governo delle qualità nell'offerta di servizi educativi, nell'intento di mettere a disposizione della progettazione complessa di isola che non c'è strumenti che ra fforzino le capacità di gestione e assicurazione della qualità degli asili nido e che facilitino la comunicazione e l'interazione con gli attori sociali significativi che contribuiscono a costruire il servizio: questo insieme di impegni si realizza attraverso:
Un ulteriore aspetto riguarda lo sviluppo del cosiddetto indotto (marketing integrato è stato definito nella presentazione). In fase 8 del progetto siamo andati a verificare la concretezza della tesi che sosteneva la possibilità di dare vita a nuove attività imprenditoriali e a nuove imprese nel settore degli arredi, dei giocattoli per asili nido e per le famiglie, con l'ipotes i di collocare i nuovi prodotti di qualità nel circuito della Grande Distribuzione. L'indagine sul campo ha rilevato che il mercato cui ci riferivano è pressoché saturo e che gli spazi per nuove attività non giustificano la nascita di nuove imprese. Per questo ci stiamo orientando verso la creazione di accordi con imprese esistenti che già operano a buoni livelli sul settore specifico, per creare un catalogo di prodotti di qualità, marchiati ISOLA, da mettere a disposizione dei nuovi servizi collegat i alla rete. Più difficile è stato il rapporto con la Grande Distribuzione Cooperativa, con cui sono stati avviati contatti che per il momento non hanno prodotto esiti positivi, per la rigidità dei sistemi di accesso alla vendita. L'obbiettivo di collocar e prodotti sugli scaffali di ipermercati è quindi incerto e sarà conseguibile solo nel lungo periodo. Infine merita una puntualizzazione lo sviluppo del franchising, o per meglio dire, della rete di disseminazione . L'idea che ha guidato il progetto sin dall'inizio fondava sulla constatazione che la domanda inevasa di asili nido nella nostra realtà è molto elevata e che esiste un concreto spazio per la creazione di nuove opportunità educative e di conseguenza per nuo ve attività di imprese sociali. Per questo abbiamo pensato che ISOLA possa essere uno strumento di sostegno alla disseminazione di nuovi servizi all'infanzia, per accompagnare la strutturazione e la qualificazione di attività di nuove imprese, attraverso uno strumento appositamente crea to che è un Consorzio di cooperative sociali L. 381/91. La proposta di disseminazione che noi stessi abbiamo definito franchising nel progetto, non deve essere letta in senso commerciale, ma si colloca nell'agire autentico delle imprese sociali. Quello che interessa al progetto ed al Consorzio (che è attivo e sta operando) non è la crescita acritica dei fatturati, ma la moltiplicazione della metodologia di lettura dei bisogni sociali in territori e comunità diverse, ci interessa la creazione di esperienze diverse nelle caratteristiche ma omogenee nella onesta valutativa delle esperienze e nella adesione ai principi etici che fondano il patto di associazione alla rete/consorzio. Nella nostra logica il consorzio si dovrà strutturare come rete che sostiene imprese sociali interessate al modello ISOLA, che cede loro il know how necessario all'avvio dei nuovi servizi, offrendo consulenza e formazione nella fase di start up ed in itin ere, offrendo la possibilità di utilizzare canali di accordi con fornitori di arredi e materiali di gioco, la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati. Presupposto per l'utilizzo dei "servizi" è l'adesione al consorzio, ai suoi principi, al suo codice etico e di valutazione della qualità sociale.
Il progetto terminerà entro il 2000 gran parte delle attività sono tuttora in corso e produrranno risultati nel corso dell'anno. A giugno è previsto un seminario sugli strumenti della qualità sociale e al termine del progetto avrà luogo un Convegno di sin tesi dei risultati globali conseguiti. Riteniamo che il follow up del progetto sia di determinante importanza se si vuole che la sperimentazione ISOLA sia portata a regime. Il grande interesse che ha accompagnato la nuova iniziativa e l'attenzione che le istituzioni gli hanno conferito, ci spinge a lavorare sin da adesso alla costruzione di ipotesi di sviluppo del progetto: la programmazione dei fondi strutturali 2000-2006 indica le pari opportunità, imprenditorialità e occupabilità come pilastri dell'azione dei governi nazionali e locali per l'occupazione e la coesione sociale. La nostra cooperativa è interessata a lavorare su queste opportunità di sostegno finanziario per dare vita a nuove e più consistenti iniziative, insieme a tutti coloro che sono animati da un interesse autentico a migliorare le opportunità educative per i piccoli ed a costruire un welfare partecipato. In primo luogo le imprese sociali toscane ma anche associazioni come Progetto Arcobaleno, e Uetp che con "Donne per le Donne" hanno dimostrato un grande e generoso impegno nella creazione di una comunità che ha a cuore i diritti di cittadinanza per tutti e che è interessata a lavorare nella dimensione i mprenditoriale. Perché in "testa ai nostri pensieri" c'è una comunità in grado di assicurare ai bambini di oggi e di domani un futuro migliore.