Io prima di rispondere a questa domanda vorrei dire alcune cose su quello che ho sentito fino ad ora, perché mi pare particolarmente importante collocare questa giornata di lavoro all'interno della riforma dello stato sociale. Le cose sentite finor a vanno proprio in questo verso. Allora, io credo che oggi le politiche per le famiglie esistono a differenza del passato, sono anche fortemente sponsorizzate appunto dal Governo, che negli ultimi anni ha proposto tutta una serie di interventi legislativi particolarmente importanti. Di poco tempo fa è per esempio l'assegno di maternità: i Comuni stanno avendo, acquisendo tutti quanti i dati che le famiglie con un numero di tre figli, inviano i moduli per il sostegno; c'è la legge sui congedi parentali che ieri è stata approvata in via de finitiva, per cui per la cura e il sostegno ai figli, nelle famiglie che hanno appunto figli entro otto anni possono prendere i congedi parentali sia i padri che le madri; anche i padri e non solo le madri, per la possibilità di curare i figli in caso di malattia o di particolari problemi; quindi questo è un ulteriore sostegno alle famiglie. Si sta aspettando e speriamo presto la legge appunto che rinnova e quindi che riforma la legge 1044, legge appunto sugli asili - nido e sui servizi complementari al n ido, che ormai è in già discussione da tempo alle Commissioni. Le Commissioni hanno già fatto un testo per proporlo all'aula, però probabilmente qualche tempo ancora dovrà passare, anche perché c'è il problema del finanziamento di questa legge, però quand o questa proposta di legge sarà finanziata, anche gli enti locali e i Comuni potranno avere quel sostegno necessario per ampliare l'offerta di servizi, e quindi questo sarà un altro fatto importante di sostegno alle famiglie e quindi all'infanzia. Comunque credo che la scelta di fare meno figli sia una scelta anche da rispettare, io non sono convinta che bisogna creare una campagna, voglio dire in qualche modo anche di colpevolizzazione delle famiglie che non hanno appunto figli o comunque di coppi e che scelgono, perché ci può essere anche una libera scelta, non è detto che ci sia per forza una costrizione in una vicenda familiare. Quindi la libera scelta comunque non va mai aggredita, e credo che sempre di più ci sia una consapevolezza sulla mate rnità e sulla paternità ed in merito a cosa implica anche questa scelta di paternità e di maternità, perché credo che sia sicuramente una scelta particolarmente impegnativa per l'uomo e per la donna che appunto decidono di comporre una famiglia con dei fi gli. Allora io credo che noi per portare avanti questo obiettivo, perché dobbiamo come istituzioni sostenere quelle famiglie che fanno questa scelta e che quindi appunto decidono di avere dei figli, uno o più figli, noi dobbiamo appunto intervenire assolutamen te e credo che intervenire significa anche garantire alle famiglie che fanno questa scelta la possibilità di aumentare appunto la propria prole. Allora in questo ovviamente siamo fortemente impegnati come amministrazione comunale, e qui vengo alla domanda: siamo fortemente impegnati perché sappiamo quanto sia importante fare questa scelta come istituzioni locali, quanto sia importante dare una ris posta a tutte quelle famiglie che non riescono ad avere l'opportunità del sostegno attraverso appunto i servizi alla prima infanzia; noi abbiamo allo stato attuale 1700, poco più, bambini che riescono a trovare posto negli asili-nido, negli spazi-gioco e nei micro-nidi, nei servizi che il Comune di Firenze sta erogando, abbiamo avuto lo scorso anno circa 900 bambini in lista di attesa, che significa una cifra di un certo livello che è in aumento sicuramente, perché cresce la consapevolezza del sostegno al la crescita dei propri figli, quindi famiglie anche più colte, famiglie più giovani, famiglie molto più consapevoli rispetto al passato, che hanno una cultura dei servizi all'infanzia molto più forte rispetto al passato, rispetto ai genitori di 20 - 30 an ni fa. E quindi ovviamente richiedono sempre di più servizi di alto livello e quindi di forte qualità per crescere i propri figli, siccome sanno, come emerge dalle ultime indagini, che il servizio di più alta qualità che il Comune eroga è proprio l'asilo nido, i nsieme alla scuola della prima infanzia. Sappiamo che c'è una forte predisposizione dei genitori verso questi servizi, perché sanno appunto che i propri figli sono in buone mani quando sono agli asili nido, quando sono alla Scuola della Prima Infanzia del Comune, per cui questo è ovviamente un dato che noi dobbiamo considerare perché la richiesta sarà sempre più forte; quindi probabilmente non riusciremo in tempi brevi a soddisfare tutta quella richiesta che le famiglie appunto ci richiedono verso questi servizi. Allora, come ci stiamo preparando ad aumentare anche le tipologie di servizi da offrire alle famiglie che ce lo richiedono. Innanzitutto una delle occasioni per poter aumentare la diversità delle tipologie ce la dà la legge regionale, la legge 22, poi app unto Profeti entrerà più nel merito. La legge 22 ci dà queste maggiori opportunità perché sono previste le possibilità di istituzione di tutta una serie di servizi nuovi che appunto nel passato non erano previsti, se non come sperimentazione, e devo dire che questa questione delle sperimentazioni cominciava ad essere una cosa un po' ridicola, dato che c'erano sperimentazioni che duravano da anni e non si capisce perché una sperimentazione dovrebbe durare tre, quattro, cinque anni, quando le sperimentazion i possono durare un anno ma praticamente dopo un anno cominciano ad essere dei servizi veri e propri, cioè cominciano ad essere delle tipologie particolari di servizio. La legge 22 regolamenta queste tipologie nuove, innovative e dà le opportunità anche a i Comuni di regolamentare meglio queste tipologie Ho da dire alcune cose sul regolamento che è stato fatto, e che non mi convince appieno, probabilmente alcune questioni le dovremmo anche rivedere attraverso il regolamento comunale che dovremo fare dopo appunto che il regolamento regionale sarà approvato dal Governo. Rispetto a questo noi stiamo ovviamente innanzitutto ampliando l'offerta di asili-nido, nel senso che abbiamo aperto altri tre asili-nido, tra dicembre e la fine di gennaio; nel piano di investimenti del Comune sia per l'anno 2000 che per gli anni 2001 - 2002 - 2003 sono previsti altrettanti servizi alla prima infanzia, lì appunto si parla sempre di asili nido, quindi sono previsti tutta una serie di interventi, sia di nuovi servizi, sia di recupero di ambienti all'interno di scuole che hanno spazi, recu perando appunto questi spazi per fare servizi alla prima infanzia, che sono sia asili-nido, ma anche spazi-gioco, spazi adulto-bambino e quindi altre tipologie di servizi che sono appunto complementari al nido. Stiamo con il servizio asili-nido vedendo anche di lavorare su un'altra tipologia, che sono i servizi a domicilio; tipologia prevista dalla legge 22 e che è una nuova tipologia di cui in Italia non c'è esperienza, se non in alcune città che hanno comincia to a lavorarci; penso che dovrebbe essere qui presente anche Bolzano che appunto, proprio perché è una provincia, è una regione a statuto autonomo, ha potuto fare anche alcuni interventi diversi rispetto alle altre regioni, prima rispetto ad altre realtà.
Poi ci sono alcune città anche della nostra regione, e di altre regioni, che si sono in qualche modo anticipate un po' fuori dalle leggi, cercando appunto di fare queste nuove tipologie. Noi oggi abbiamo una legge 22 e possiamo appunto procedere, e stiamo lavorando proprio per attivare, devo dire il regolamento non ci aiuta molto in questo, vuol dire che ci inventeremo alcune cose, però procederemo su questa offerta dei servizi a domicili o anche creando una tipologia, che noi regolamenteremo in modo molto più fermo, attraverso il regolamento comunale. Noi dobbiamo garantire le famiglie, e quindi non dobbiamo pensare di dare dei servizi di serie zeta, perché altrimenti il Comune non può avere al proprio interno, appunto servizi che sono diversificati nella loro qualità. Allora, perché non avvenga questo , noi abbiamo bisogno anche su questo versante dei servizi a domicilio, di garantire le famiglie con operatori ed educatori di alta qualità e che siano garantiti attraverso un albo che, diciamo garantisce appunto il curriculum dell'educatore. Questa fig ura dovrà aggiornarsi, e dovrà quindi fare tutta una serie di attività di formazione, all'interno dei servizi del Comune, che non sarà breve. Ovviamente si tratta di vedere come strutturare la formazione, se sarà un singolo, se sarà all'interno di un'Associazione, all'interno di una Cooperativa; si tratta di vedere inoltre come attivare il rapporto anche tra l'educatore e la famiglia. Credo che da questo punto di vista noi dobbiamo anche valorizzare queste forme di impresa che si stanno appunto creando, anche attraverso il progetto Donne per le Donne - NOW: si stanno appunto cominciando a formare figure professionali che non sono fin ora mai esistite, e che possono essere utili per altre tipologie di servizi di sostegno alle famiglie, per esempio nel dopocena, o in alcuni momenti della giornata, per poter anche garantire il tempo di vita alle coppie che decidono appunto di avere figli e che vedono modificata la propria vita completamente, e che hanno bisogno invece di quei sostegni necessari per poter anche continuare ad avere un tempo di vita, diciamo, che li rapporta alle scelte culturali, a scelte, diciamo, di socializzazione, che non si devono interrompere; la maternità e la paternità non possono essere appunto vissute come una costrizione per un lungo periodo, ma devono essere vissute in modo molto più libero, per cui in questo senso dobbiamo garantire quei sostegni in alcuni mom enti della giornata, in modo che anche quando appunto le donne, gli uomini decidono di fare dei figli, possano continuare ad avere una vita di relazioni. Volevo dire un'ultima cosa; i nostri servizi sono servizi interculturali, quindi garantiscono la presenza di bambini e bambine di altre etnie, di altre culture, ormai da tanto tempo; anzi dirò di più, noi dobbiamo fare in modo che sempre di più le coppie straniere o comunque le madri e i padri di altre etnie, facciano frequentare ai propri figli i servizi alla prima infanzia, perché badate bene, questo è un problema. Alcune etnie si rifiutano di portare i propri figli nei servizi alla prima infanzia; per molte etnie si incomincia il percorso educativo dalla prima elementare e questo non va assolutamente bene. Io credo che ci sia bisogno di uno sforzo anche delle istituzioni per entrare in sintonia con queste etnie, io penso per esempio all'etnia Rom, penso all'etnia di alcuni paesi del Centro Africa, sicuramente un po' meno ai cinesi, perché i cinesi stanno fr equentando sicuramente molto di più per esempio le scuole della prima infanzia, le famiglie albanesi stanno cominciando a frequentare, però ci sono molte etnie che ancora si rifiutano di avere questo rapporto con i servizi della prima infanzia. Ecco, io credo che noi dobbiamo instaurare un rapporto con alcune etnie per poter far capire che qui non c'è la prelevazione del figlio, e la prelevazione della possibilità di crescita a quel bambino ma l'aiuto, il sostegno anche a quelle famiglie. Il pro blema è che si tratta di come si conciliano culture diverse sull'infanzia, perché poi quando si utilizza l'infanzia per lavorare, oppure per altre cose che riguardano la micro criminalità, io credo che ci si viene a scontrare con culture su cui abbiamo bi sogno di fare un lavoro non indifferente per poter far vivere anche la cultura dell'infanzia in modo diverso, per creare una società dove non esiste la violenza, dove non esiste la schiavitù, dove non deve esistere la sopraffazione degli adulti verso i pi ù piccoli. Ecco allora, io credo che su questo dobbiamo essere fortemente impegnati, sono molto contenta che a questo corso abbiano partecipato donne immigrate, 11 donne, quindi più della metà sono state appunto donne immigrate che si sono formate per diventare ope ratrici familiari, quindi questo è un segno positivo di voglia di contare, di essere, di inserimento, pur nel rispetto della propria cultura di origine che deve sempre rimanere, con la volontà di inserirsi in una società e quindi di essere parte integran te, ed essere anche all'altezza del rapporto con questa società. Credo che quindi questa esperienza vada esaltata anche dalle istituzioni, e faremo di tutto per poter, cercando appunto di fantasia creare anche nuove tipologie e servizi che possono comprendere anche questo tipo di qualificazione che queste donne hanno con tante ore di formazione conseguito e quindi la possibilità di poter lavorare appunto insieme per creare altre forme di impresa femminile che possano inserirsi in questo campo di lavoro. Vi ringrazio!