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Il Progetto CIP (Collegamento Interventi Prostituzione)

Di fronte ai problemi e alle domande che la prostituzione legata al traffico di clandestini e alla tratta pone alla società civile e alle istituzioni politiche e giudiziarie, il Collegamento Interventi Prostituzione nasce come tentativo di risposta: è finalizzato alla costruzione di una rete di servizi rivolti alla persona che rappresentino occasioni di supporto e di uscita dal disagio che può caratterizzare questa condizione. Al suo coordinamento partecipano: l'Associazione Progetto Arcobaleno, che gestisce l'accoglienza ed è responsabile dell'intero progetto, la Cooperativa CAT che gestisce l'intervento in strada e il Progetto Donna del Comune di Firenze. Dal marzo 2000, grazie ai finanziamenti previsti dall'ultima legge sull'immigrazione (L.40/98) in favore delle donne vittime di sfruttamento sessuale, il progetto si è ulteriormente articolato con la nascita del centro di ascolto e consulenza, lo spazio intermedio, che costituisce un punto di incontro tra i due servizi preesistenti, l'unità di strada e l'accoglienza. Il servizio è coordinato dal Progetto Donna e vede impegnati operatori dell'Associazione Progetto Arcobaleno e della Cooperativa CAT. Nell'ultimo anno, molte erano state infatti le richieste di orientamento giunte al cellulare dell'accoglienza, ormai diffusosi tra i servizi, i cittadini e le stesse ragazze. Contemporaneamente, anche l'unità di strada aveva rilevato durante le sue uscite la richiesta da parte dell'utenza di un luogo tranquillo e lontano dalla strada, in cui approfondire alcune tematiche legate alla prevenzione e all'autotutela e dove poter liberamente esprimere i propri bisogni. Il servizio, attivo dall'aprile 2000, è aperto tre giorni la settimana ed è svolto nei locali del Comune di Firenze, presso l'Assessorato alle Politiche Sociali. Vi è impiegata un'operatrice, affiancata da una mediatrice culturale di etnia diversa per ogni giorno (russa, nigeriana, albanese). E' presente inoltre la figura di un altro operatore per gli accompagnamenti sanitari e di un'operatrice giuridica che svolge un servizio di consulenza e assistenza legale. Dalla sua attivazione il servizio è entrato in contatto con 85 ragazze, la maggior parte di nazionalità nigeriana (55), ed ha effettuato un totale di 120 colloqui. Dall'analisi della domanda, emergono principalmente bisogni legati alla salute e all'orientamento generale ai servizi del territorio. Altri bisogni concernono problematiche legali (24 ragazze hanno usufruito del servizio di consulenza ed assistenza legale), lavorative e di fuoriuscita dal mondo della prostituzione; sono stati infatti 12 i percorsi di accoglienza attivati dall'équipe dello spazio intermedio. Rispetto ai canali di informazione, la maggior parte delle ragazze viene a conoscenza del servizio grazie all'unità di strada (32 invii), ma vengono fatti invii anche dalle forze dell'ordine, dall'accoglienza, da altri servizi e dal Numero Verde Nazionale contro la tratta. Con i nuovi finanziamenti, anche l'équipe dell'accoglienza ha potuto consolidare il suo intervento, che non ha comunque subito variazioni rispetto al precedente progetto. Il percorso di fuoriuscita è metodologicamente articolato in tre fasi: la pronta accoglienza, attivata nei casi di emergenza e volta ad una prima analisi della domanda; la prima accoglienza, della durata di circa due mesi, che offre alla ragazza uno spazio dove distaccarsi dall'esperienza precedente, ripensarsi ed elaborare il proprio progetto di inserimento; la seconda accoglienza dove la ragazza, in un periodo che va dai sei ai dieci mesi, realizza concretamente il proprio progetto con l'obiettivo generale di raggiungere l'autonomia necessaria a rendersi indipendente dalla struttura. A tal fine, nel corso dell'anno, l'équipe dell'accoglienza ha investito molte risorse nella progettazione di percorsi formativi ad hoc, che permettano alle ragazze di riqualificarsi ed inserirsi nel mercato del lavoro. Un percorso distinto è invece quello delle ragazze minorenni, per le quali vengono attivate specifiche strutture di pronta accoglienza in rete con il CIP. Dal marzo 2000, sono stati 25 i casi presi in carico, così suddivisi secondo la nazionalità: 8 nigeriane, 6 albanesi, 7 moldave, 3 rumene, 1 ucraina (di queste, tre sono state le minori, tutte inserite in strutture di pronta accoglienza). Quattordici delle ragazze avevano esposto denuncia nei confronti dei propri sfruttatori ed hanno quindi intrapreso il percorso giudiziale previsto dalla legge sull'immigrazione, in base al quale esse hanno diritto ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Due sono state le pronte accoglienze nella casa di fuga, dieci le prime accoglienze e dieci le ragazze che hanno proseguito il proprio percorso nella struttura di seconda accoglienza; nove ragazze sono state inviate ad altre strutture per motivi di sicurezza o per assenza di posti disponibili. Il progetto è infatti in rete con le altre strutture nazionali e aderisce al Gruppo ad hoc sulla prostituzione del C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale Centri di Accoglienza). Rispetto agli esiti dei percorsi, sette di essi sono ancora in corso, mentre cinque ragazze hanno raggiunto l'autonomia. Dal luglio 2000 è stata attivata la postazione locale del Numero Verde Nazionale contro la tratta, realizzato per iniziativa del Dipartimento Pari Opportunità e operativamente realizzato grazie alla stretta collaborazione tra il CIP, gli Assessorati di competenza del comune di Firenze e alcuni soggetti del privato sociale. Suo obiettivo è quello di rispondere alle domande di fuoriuscita provenienti dalle ragazze straniere costrette a prostituirsi, fornendo informazioni sicure sugli scenari possibili e sui soggetti competenti cui le sfruttate possono rivolgersi per ottenere accoglienza e appoggio; a tal fine è stata creata una banca dati regionale predisposta alla ricerca e all'archiviazione di tali soggetti. Il servizio è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24; il numero da comporre è 800-290290.

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