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Relazione Settore Accoglienza

Alcune riflessioni su i nuovi flussi del disagio viste dal settore accoglienza. Fermo restando che resta invariato lo stile dell'accoglienza nei riguardi dell'ospite, sta cambiato il tipo d'utenza e la modalità di permanenza presso la nostra struttura. E' cresciuta la richiesta d'ingresso per persone con problemi psichiatrici, sia italiani, sia extracomunitari, e di inserimenti a bassa soglia per tossicodipendenti cronici. Questo ci chiede un cambiamento nell'organizzazione della struttura, e un diverso tipo d'approccio con gli ospiti: variano i tempi di permanenza, che si allungano, snaturando le caratteristiche della prima accoglienza, e facendo crescere la lista d'attesa per i futuri ingressi. Tutto ciò richiede, giustamente, un'attenzione e un sostegno diversificato da parte dell'operatore, più intenso rispetto alle esigenze dell'utenza finora accolta. Si è modificata anche l'attività giornaliera dell'occupazionale, i soggetti sopra citati hanno scarsissime capacita' lavorative, quindi l'operatore che seguiva il settore occupazionale ora entra in turnazione con gli altri operatori, raddoppiando alcuni turni, per avere una maggiore relazione con gli ospiti. E' in continuo aumento anche il numero di persone extracomunitarie che prendono la residenza in Firenze, e restano nel circuito del disagio, chiedendo aiuto per un ingresso ai SAST (vengono segnalati come residenti), invece che all'Ufficio Immigrati , questo muta l'equilibrio degli ingressi (50% italiani - 50% extracomunitari), avendo una presenza dell'80% di extracomunitari. Queste caratteristiche dell'utenza ci impongono una attenta riflessione ed elaborazione per progettare e sperimentare i cambiamenti necessari a rendere la metodologia d'intervento sempre adeguata alle necessità. Per quanto riguarda i nuovi progetti, un impegno importante intrapreso quest'anno è la partecipazione al progetto NEW MIND, promosso dal CEART (Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Toscana), per creare i presupposti alla certificazione di qualità degli enti partecipanti, adattando le norme ISO 9002 ai soggetti che si occupano di servizi alla persona. L'associazione partecipa come Ente Ausiliario, con gli operatori di Faltona, e una persona della segreteria, che hanno seguito un apposito percorso formativo. Il nostro coinvolgimento attualmente è orientato più verso l'accreditamento che verso la certificazione per gli oneri conseguenti, ma riteniamo estremamente importante per l'associazione lo studio e la definizione delle modalità di approccio al problema, e delle procedure da adottare per un miglior funzionamento e verifica dei nostri interventi. Specialmente in questa fase di crescita dell'associazione stessa è determinante ogni contributo che ci aiuti a razionalizzare i rapporti e le funzioni interne, nel passaggio da un'organizzazione legata alla persona ad una struttura che riesca a coniugare un metodo con i rispettivi ruoli. Siamo anche impegnati, sempre tramite il CEART, ad un progetto sulla Legge 45, che vede coinvolti anche il CeIS - Firenze, l'Associazione Insieme, la Cooperativa COMES, per la creazione di un'Unità Diagnostica di Valutazione. In base all'accordo Stato-Regione è data la possibilità di effettuare delle prese in carico dirette (senza passare dai SeRT) una volta che gli Enti Ausiliari si siano dotati di una U.D.V.; dato il costo elevato per ogni singola struttura, ciò è proponibile solo associandosi territorialmente. La funzione attuale è quella di una collaborazione tra SerT ed Enti Ausiliari in modo da affiancare gli stessi enti per migliorare le diagnosi e i percorsi terapeutici dei casi complessi. L'Arcobaleno sta inoltre collaborando, come capofila per il C.N.C.A. - Toscana (sono coinvolti anche l'Associazione Insieme e la Cooperativa CAT) con la ASL 10, il SAST 5 ed il SerT 5 per individuare percorsi di inserimento terapeutico di Rom tossicodipendenti afferenti al campo dell'Olmatello. Il progetto è sperimentale, per verificare eventuali modalità di che riescano a fidelizzare il rapporto col SerT attraverso lo strumento di un inserimento terapeutico che prevede anche un gettone di presenza e può essere alternativo alla detenzione.

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