Al Ministro per le Pari Opportunità

Stefania Prestigiacomo,

alla Commissione Interministeriale

sulla Tratta

Elenco adesioni

Da vittime a cittadine

a cura degli enti pubblici e privati che realizzano i programmi di protezione, assistenza e integrazione sociale per le vittime di tratta ai sensi dell?art. 18 del D.Lgs. 286/98

Chi siamo

Ci presentiamo innanzitutto: rappresentiamo un'ampia compagine di enti pubblici (Regioni), Enti Locali (Comuni e Province), organizzazioni no profit (associazioni di volontariato, enti ecclesiastici, cooperative sociali) iscritti alla Terza Sezione del Registro di enti e associazioni che svolgono attività a favore degli stranieri immigrati ai sensi dell'art. 42 comma 2 del D.Lgs. n.286/98, e dell'art.54 del DPR 31 agosto 1999, n.394, regolamento di attuazione del suddetto Testo unico sull'Immigrazione, che hanno attivato e tuttora gestiscono programmi di protezione sociale per vittime di tratta in particolare a fini di sfruttamento sessuale (di cui all'art. 18 del D.Lgs. n.286/98). Tra noi ci sono anche molte realtà che non sono iscritte alla Terza Sezione del Registro (in particolare cattoliche: comunità di suore, centri di accoglienza ecc.) o perché \"nuove\" a tale settore di intervento, o perché accolgono persone con diverse forme di bisogno, tra cui le vittime di tratta.

Senza voler entrare nello specifico dei risultati positivi raggiunti dal nostro lavoro \"silenzioso\" (forse troppo) rispetto all'attività delle unità di strada e degli sportelli di segretariato sociale, all'avvio di programmi di protezione sociale, di formazione ed orientamento socio-occupazionale, di inserimento nel mondo del lavoro, di accompagnamento verso l'autonomia in particolare di donne vittime di tratta, possiamo solo sottolineare di aver attivato, nel triennio 2000-2002, circa 2.000 programmi di protezione sociale con relativi permessi di soggiorno, circa 1.600 percorsi di formazione socio-occupazionale, circa 800 inserimenti nel mondo del lavoro. Molti degli enti coinvolti gestiscono inoltre le postazioni locali del Numero Verde sulla Tratta.

Il complesso del lavoro sviluppato per la protezione e l'inserimento socio-lavorativo delle vittime rappresenta inoltre il più efficace contributo al contrasto delle organizzazioni criminali che ne gestiscono il traffico e lo sfruttamento.

Pur se con percorsi istituzionali, strutturali, e approcci metodologici differenti, ci troviamo in grande sintonia rispetto alla valutazione sulla situazione \"ondivaga\" in cui versa il dibattito e relative misure applicative sull'art.18, anche in conseguenza di un mutato scenario nei confronti degli immigrati extra-comunitari (a cui appartengono la quasi totalità delle vittime di tratta) e del fenomeno della prostituzione di strada (dentro cui vivono molte vittime di tratta).

Analisi dell'applicazione dell'art.18

Sintetizzando la portata originale ed innovativa dell'art. 18 (anche con la grande compartecipazione dei nostri Enti ed Organismi in sede di definizione del regolamento applicativo del medesimo articolo 18 e della sua successiva attuazione), potremmo dire che si tratta di una normativa che, ponendo al centro la relazione tra persone immigrate e l'assoggettamento a condizioni di sfruttamento e diversificate forme di violenza, intende sostenere le vittime di tali violenze e coercizioni e contrastare il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e/o di altro genere. In particolare la normativa consente di realizzare un percorso di inclusione sociale mediante i programmi di assistenza e integrazione sociale, intesi come riformulazione del progetto migratorio in condizioni di legalità, sicurezza e autonomia. E' il passaggio dalla vittimizzazione al diritto di cittadinanza, ponendosi in maniera alternativa e antagonista alle reti di sfruttamento. L'Italia, leader europeo nel settore del sostegno alle persone vittime di tratta, a quattro anni dall'entrata in vigore della presente normativa ha il dovere di uscire dalla fase sperimentale, intervenendo per migliorare il \"sistema\" art. 18 e la protezione sociale in tutti i suoi aspetti.

Riteniamo infatti esserci una serie di fattori di criticità che potrebbero depotenziare e vanificare il grande lavoro messo in campo in questi anni. Ci riferiamo in particolare:

Proposte d'intervento

Elenco Adesioni (aggiornato al 16 Dicembre 2002)

Organizzazione no-profit

  1. Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII - Bologna
  2. Ass. Free Woman - Ancona
  3. Ass. La Lucerna - Roma
  4. Ass. Mimosa - Padova
  5. Associazione ARCI - Pisa
  6. Associazione Donne in Movimento - Pisa
  7. Associazione LULE - Abbiategrasso (MI)
  8. Associazione Misericordia - Pisa
  9. Associazione On the Road - Martinsicuro(TE)
  10. Associazione Senza Confini - Ancona
  11. Ass. Penelope - Taormina (ME)
  12. Ass. Porta Aperta - Mantova
  13. Ass. Progetto Arcobaleno - Firenze
  14. Ass. Pubblica Assistenza - Pisa
  15. Ass. San Martino - Caritas di Terni-Narni-Amelia
  16. Ass. Trame - Toscana
  17. Ass. Zoé - Pistoia
  18. Caritas Ambrosiana - Milano
  19. Caritas di Ancona
  20. Caritas diocesana di Bologna
  21. Caritas diocesana di Udine
  22. Caritas Diocesana - Pisa
  23. Caritas di Todi, Istituto Crispolti (PG)
  24. Casa dei diritti Sociali - Roma
  25. Casa delle Donne per non subire violenza - Bologna
  26. CEDAV - Messina
  27. CeI.S. Gruppo \"Giovani e Comunità\" - Lucca
  28. Centro Accoglienza Padri Somaschi - Milano
  29. C.N.C.A. - Coordinamento Nazionale Comunità d'Accoglienza
  30. Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute - Azzano Decimo (PN)
  31. Coop. C.A.T. - Firenze
  32. Coop. Compagni di strada - Trani (BA)
  33. Coop. Dedalus - Napoli
  34. Cooperativa Sociale a.r.l. Ester - Prato
  35. Coop. Farsi Prossimo - Milano
  36. Coop. Il Cammino - Roma
  37. Coop. Il Cerchio - Pisa
  38. Coop. Il Mappamondo - Ravenna
  39. Coop. La Grande Casa - Milano
  40. Coop. Lotta contro L'Emarginazione - Sesto San Giovanni (MI)
  41. Coop. Magliana '80 - Roma
  42. Coop. PARSEC - Roma
  43. Fondazione Regina Pacis - Melendugno (LE)
  44. Gruppo Abele - Torino
  45. LILA - Roma
  46. MIT - Bologna
  47. Numero Verde, postazione Calabria
  48. Numero Verde, Postazione Sicilia
  49. Postazione Numero Verde Regione Umbria
  50. Postazione Numero Verde- Regioni Marche Abruzzo-Molise
  51. P.P.S. \"Arianna\" - Reggio Calabria
  52. Ufficio pastorale Migranti - Torino
  53. USMI Nazionale - Roma

Enti pubblici

  1. Agenzia Regionale Sanitaria - Marche
  2. AUSL Sert Cesena
  3. Azienda Ospedaliera di Pisa
  4. Aziende Sanitarie Locali del territorio provinciale di Pisa;
  5. Comune di Bientina (PI)
  6. Comune di Castelfranco di Sotto (PI)
  7. Comune di Firenze
  8. Comune di Forlì - Centro Donna
  9. Comune di Grottammare (AP)
  10. Comune di Mogliano Veneto
  11. Comune di Perugia
  12. Comune di Piacenza
  13. Comune di Pisa
  14. Comune di Porto Sant'Elpidio
  15. Comune di Reggio Emilia
  16. Comune di San Giuliano di Terme (PI)
  17. Comune di Santa Maria a Monte (PI)
  18. Comune di Spinetoli capofila dei 10 Comuni della Vallata del Tronto
  19. Comune di Vecchiano (PI)
  20. Comune di Venezia
  21. Consorzio Servizi Civili di Imola
  22. Provincia Autonoma di Trento
  23. Provincia di Ascoli Piceno
  24. Provincia di Cosenza
  25. Provincia di Foggia
  26. Provincia di Genova
  27. Provincia di Lecce
  28. Provincia di Macerata
  29. Provincia di Parma
  30. Provincia di Pescara
  31. Provincia di Pisa
  32. Provincia di Pistoia
  33. Provincia di Teramo
  34. Provincia di Torino
  35. Regione Abruzzo
  36. Regione Emilia Romagna
  37. Regione Marche
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